
STORIE – In qualsiasi parte d’Italia o del mondo le chiese scandiscono, da secoli, il tempo della giornata attraverso il suono delle proprie campane nelle ore canoniche. Una prassi che va avanti dal seicento dopo Cristo e che ha il suo fondatore in papa Sabiniano, il pontefice nato nel paese viterbese di Blera.
E sempre a lui si deve l’usanza di tenere nelle chiese le lampade sempre accese. Sabiniano nasce a Blera appunto, viene eletto al soglio pontificio il 13 settembre del 604 e muore il 22 febbraio del 606. Fu un erede di Pietro “reazionario”, chiamato a guidare la Chiesa in risposta al pontificato di papa Gregorio I.
Quest’ultimo aveva operato una sostituzione della gerarchia ecclesiastica, retta sempre dalle stesse famiglie, con dei monaci benedettini. Inoltre aveva utilizzato molte ricchezze della Chiesa in opere di carità verso i bisognosi.Fatto non gradito in diversi ambienti della Chiesa. In questo Sabiniano rappresentò davvero una sorta di reazione.
E seguendo questa strada si rese particolarmente inviso al popolo, soprattutto perché fece distribuire il grano alla popolazione affamata dietro pagamento.Comportamento poco caritatevole, che gli attirò l’odio dei romani e che fu la causa della probabile morte violenta a seguito di una rivolta popolare. Secondo una leggenda, lo stesso Gregorio gli apparve in sogno ammonendolo per il suo comportamento, ma poiché Sabiniano non accennava a voler cambiare atteggiamento Gregorio lo avrebbe colpito con il pastorale, provocandone in breve la morte.Fu il 65esimo papa.


















