Sabato la manifestazione di Vita Autonoma: l'11 scadono i termini per riattivare l'assegno
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Manifestazione e conferenza stampa: Vita Autonoma scende in piazza, in arrivo anche sostegni da Roma e una collaborazione con l’Aforsat.

Manifestazione e conferenza stampa: Vita Autonoma scende in piazza, in arrivo anche sostegni da Roma e una collaborazione con l’Aforsat. A pochi giorni dall’effettiva entrata in vigore del collegato regionale al bilancio (lunedì 11 ottobre), l’associazione che raccoglie le persone uscite tra gli anni 70 e 80 da Villa Immacolata facendo risparmiare decine di milioni di euro alla Regione in cambio di un assegno che all’ultimo raggiungeva circa 700€ al mese. Venticinque persone, delle ventisei rimaste senza assegno da maggio, saranno in piazza della Repubblica dalle 17 per manifestare anche nei confronti del Comune di Viterbo colpevole di non aver mosso un dito e di non aver alzato la voce verso la Regione per difendere i propri cittadini.

L’iniziativa di Daniele Sabatini in Consiglio regionale ha portato l’11 agosto scorso la Regione ad approvare l’istituzione di un fondo che permettesse di sostenere chi, come le persone di Vita Autonoma, di riottenere un sostegno. Da allora però sono passati quasi 60 giorni, proprio il limite entro il quale la Regione avrebbe dovuto stilare un regolamento per permettere l’accesso al fondo.

I 25 disabili al 100% aspettano quindi un segnale, anche dal Comune di Viterbo che si è nascosto dietro al fatto che non fosse propria competenza diretta. La manifestazione è prevista per sabato alle 17, probabilmente in piazza della Repubblica. Manifestazione alla quale potrebbero partecipare anche altre associazioni di disabili oltre all’Aforsat, l’associazione che riunisce le famiglie delle Rsa, che potrebbe essere presente. Tutti insieme per spronare il Comune a dar risposte a chi sta in difficoltà.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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