Sabato 19 una serata raccontando Viterbo
Pro Loco
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Una lunga notte quella di sabato 19 settembre. Un viaggio racconto in più tappe per la città organizzato dalla Pro Loco.

Sabato 19 settembre proponiamo una ricca e suggestiva serata alla riscoperta della nostra città. 

Lungo le antiche mura urbiche è scritta e impressa indelebilmente la storia della città di Viterbo, dagli assedi di Federico II di Svevia alle campagne garibaldine del Risorgimento.

Sulle porte della città, distrutte, ricostruite, rimaneggiate, si accolsero solennemente principi, Papi, imperatori, ma anche eretici e pellegrini, che arrivavano a Viterbo o che vi sostavano durante il viaggio per Roma. Guarderemo Viterbo attraverso gli occhi di chi vi entrava, una prospettiva inusuale e molto affascinante.

Ripercorreremo attraverso un trekking urbano lungo la cinta muraria ( poco più di 4 km), guidati dal bravissimo Luigi Rossi, la storia più affascinante e meno conosciuta della nostra città.

A seguire “Fiocco Magogo”, a cura dell’associazione culturale Fanalino di Coda, chiacchiere al pozzo su testo di Pietro Aretino. Uno spaccato di vita quotidiana di altri tempi, quando i social network non c’erano e fontane e lavatoi erano il fulcro della vita sociale, ed intorno a questo spazio tutto al femminile, le donne potevano sparlare, spettegolare, litigare, ridere.

Le chiacchiere dell’Aretino ci portano indietro ad un tempo ancestrale e perduto, in cui certi luoghi fisici divenivano posti dell’anima, in cui dare sfogo alle paure più intime e all’umorismo più grossolano.

La serata terminerà con brindisi e spuntino di mezzanotte. Appuntamento ore 20.50 – 21.00 davanti l’ingresso della Chiesa della Trinità.

Si ringraziano di cuore i padri Agostiniani della Chiesa della Trinità per la solita, ma per noi mai scontata, disponibilità gentilezza ed accoglienza.

Info e prenotazioni segreteria@prolocoviterbo – 393 3232478

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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