Sabato 13 maggio torna la processione del Santissimo Salvatore
Santissimo Salvatore 02
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A dare vita a questa rievocazione storica nel corso della processione di sabato 13 maggio saranno circa 60 figuranti in costume medievale che, dietro ai rispettivi gonfaloni, rappresenteranno le varie corporazioni. Il tutto sarà preceduto quest’anno, per la prima volta, dallo spettacolare stendardo riassuntivo delle corporazioni delle arti dipinto da Silvia Trenta.

Appuntamento sabato 13 maggio con circa 60 figuranti in costume medievale che rappresenteranno le varie corporazioni per la storica Processione del Santissimo Salvatore. Si tratta di una delle più antiche manifestazioni religiose di Viterbo già dal Medioevo. Basti pensare che antichi documenti circa lo svolgimento e il percorso della appaiono già nello Statuto della Città del 1344.

La parrocchia Santa Maria Nuova e il comitato SS. Salvatore si stanno impegnando per dare alla Festa del SS. Salvatore rilevanza alla caratterizzazione storico-rievocativa della processione, che vuole riproporre quella che per secoli è stata la peculiarità di questa manifestazione religiosa, cioè la partecipazione delle corporazioni delle arti presenti in città che sfilavano con i propri gonfaloni.

A dare vita a questa rievocazione storica nel corso della processione di sabato 13 maggio saranno circa 60 figuranti in costume medievale che, dietro ai rispettivi gonfaloni, rappresenteranno le varie corporazioni.
Il tutto sarà preceduto quest’anno, per la prima volta, dallo spettacolare stendardo riassuntivo delle corporazioni delle arti dipinto da Silvia Trenta.

Il programma di domenica 14 maggio prevede al mattino la celebrazione delle SS. Messe in S. Maria Nuova dove è custodito il Trittico del SS. Salvatore (Ore 10,30 – 12,10). E nel pomeriggio, a partire dalle 16,30, la festa popolare dedicata ai nonni, ai papà e alle mamme nel Teatro Parrocchiale di Via Zazzera.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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