Sabatini: "Viterbo non partecipa a bandi e perde occasioni a causa della crisi politica"
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È ciò che ha sostenuto ieri il consigliere regionale Daniele Sabatini intervenuto a margine della conferenza stampa organizzata dalla minoranza del Consiglio comunale di Viterbo a Palazzo dei Priori.

A causa della crisi il Comune di Viterbo non partecipa a bandi regionali e perde occasioni di sviluppo. È ciò che ha sostenuto ieri il consigliere regionale Daniele Sabatini intervenuto a margine della conferenza stampa organizzata dalla minoranza del Consiglio comunale di Viterbo a Palazzo dei Priori (in ordine: qui la cronaca del pomeriggio, qui le dichiarazioni di Michelini e qui quelle della minoranza).

In particolare l’ex assessore è intervenuto per precisare cosa significhi la crisi di Viterbo. “Gli effetti non sono già visibili, però la Città perde molte occasioni di sviluppo. Solo ultimamente il Comune non ha partecipato – ha spiegato Daniele Sabatini – a bandi regionali per ottenere fondi per interventi sull’ambiente, per i lavori pubblici, sui trasporti. E poi c’è la questione Rsa, sempre più paradossale”.

Gli effetti dunque, secondo il consigliere, sono molto visibili. Se non ora, lo saranno in futuro. “Ecco cosa significa vista dalla Pisana una crisi come quella che sta vivendo la maggioranza. La Regione Lazio – ha concluso Sabatini – rimane quasi l’unico ente che può dare risposte, seppure limitate, ai cittadini grazie ai bandi e ai fondi che distribuisce. Ma Viterbo non solo è lo zimbello della Regione (come ha detto Gianmaria Santucci in conferenza, ndr), ma soprattutto è bloccata: non fa pratiche e non ottiene fondi”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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