Sabatini: "Sull'Arsenico la Regione distingue fra figli e figliastri"
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Il consigliere regionale attacca l'amministrazione Zingaretti sul problema arsenico e sul mancato sostengo alla manutenzione dei dearsenificatori per i Comuni fuori da Talete

“A Viterbo è ancora emergenza arsenico e, oltre al danno dell’acqua con concentrazione fuori dai limiti consentiti, molti cittadini subiscono anche la beffa di dover pagare tariffe più alte di altri. Una evidente disparità di trattamento tra i Comuni appartenenti a Talete, e quelli che non ne fanno parte, cui Zingaretti deve porre rimedio”. È quanto dichiara Daniele Sabatini, capogruppo Cuoritaliani in Regione Lazio.

“I costi per la manutenzione dei dearsenificatori installati per tamponare l’emergenza arsenico sono molto alti – aggiunge Sabatini –  la Giunta Zingaretti ha stanziato risorse in favore del solo Gestore idrico Talete lasciando a bocca asciutta i Comuni che non vi appartengono i quali sono costretti a sostenere, con grande difficoltà, spese elevate, combinate a eventuali disservizi o valori di arsenico fuori controllo”.

“Non solo la Regione abbandona i Comune ma per Zingaretti evidentemente ci sono cittadini di serie A e di serie B: è inaccettabile che cittadini viterbesi, a differenza di altri, debbano pagare per tutelare la propria salute. In attesa che la Regione Lazio si decida a pianificare soluzioni strutturali a una problematica lungi dall’essere risolta, ho presentato un’interrogazione urgente al presidente Zingaretti affinché intervenga per eliminare questa ingiustizia e garantisca un equo sostegno economico anche ai Comuni che non appartengono a Talete. Infine – conclude – spieghi una buona volta quali provvedimenti intende assumere per superare la soluzione ponte dei dearsenificatori e assicurare acqua salubre e tariffe consone a tutti i cittadini della Tuscia. Non ammettiamo figli e figliastri”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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