Sabatini: "Rigenerazione urbana, da Zingaretti solo propaganda elettorale"
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"Come se non bastasse, Zingaretti oggi ci propina anche l'ennesimo bluff sulla ex ferrovia concessa Roma-Viterbo, annunciando sempre i soliti 154 milioni di euro, per interventi che, finora, sono da registrare esclusivamente nella provincia di di Roma. Con buona pace dei pendolari viterbesi". È quanto dichiara il consigliere regionale del Lazio, Daniele Sabatini.

“Rigenerazione urbana, passerella propagandistica elettorale di Zingaretti a Viterbo. È irrispettoso dell’intelligenza dei viterbesi venire a illustrare una legge approvata ormai mesi fa. Siamo al ridicolo soprattutto se si pensa che Zingaretti va sbandierando una normativa che solo grazie alle opposizioni può essere minimamente applicata: la versione portata in Consiglio regionale dalla sua Giunta, infatti, escludeva le aree agricole, che pure sono parte integrante del nostro territorio e solo grazie a noi sono state recuperate. Per non parlare dei Comuni che dovranno deliberare senza avere tempi certi, con un evidente appesantimento burocratico che certamente non semplifica la già complessa normativa di settore. Non dimentichiamo, poi, che la legge sulla rigenerazione urbana ha definitivamente affossato il piano casa, unico baluardo rimasto a piccoli artigiani e piccoli imprenditori nonché a tante famiglie, cancellato nel nome della propaganda ideologica della sinistra zingarettiana.

Come se non bastasse, Zingaretti oggi ci propina anche l’ennesimo bluff sulla ex ferrovia concessa Roma-Viterbo, annunciando sempre i soliti 154 milioni di euro, per interventi che, finora, sono da registrare esclusivamente nella provincia di di Roma. Con buona pace dei pendolari viterbesi”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Lazio, Daniele Sabatini.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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