Sabatini: "Abbiamo riacceso sentimenti di partecipazione e appartenenza, lavorando all'unità del centrodestra"
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Daniele Sabatini, ex assessore Pdl e oggi consigliere di Cuori Italiani in Regione Lazio, rivendica una partecipazione attiva nel laboratorio di ricostruzione del centrodestra locale che ha trovato nel referendum un'occasione preziosa.

“Al referendum, anche attraverso una lunga serie di iniziative sul territorio, abbiamo riacceso sentimenti di partecipazione e di appartenenza. Dal nostro punto di vista, ovviamente, tutto questo è molto positivo”. Così Daniele Sabatini, ex assessore Pdl e oggi consigliere di Cuori Italiani in Regione Lazio, che rivendica una partecipazione attiva nel laboratorio di ricostruzione del centrodestra locale.

“Non sfuggirà a nessuno come a Viterbo qualcuno si sia impossessato della città grazie a voti di elettori di centrodestra – continua nel suo ragionamento -. Non risulterà difficile stilare un elenco di ex amministratori di centrodestra candidati (e alcuni eletti) a sostegno dell’attuale amministrazione. Questo giochino ha di nuovo funzionato poi alle provinciali (con le elezioni di secondo livello, quando amministratori di centrodestra hanno votato per liste di centrosinistra). Da ultimo, il medesimo tentativo, questa volta andato a vuoto, con il comitato ristretto dei sindaci per la sanità. Ebbene sì, mi sono impuntato e insieme ad altri amici abbiamo ricominciato a mettere insieme i cocci di un centrodestra in grande difficoltà. I primi esiti sono stati che gli amministratori di centrodestra non hanno più ascoltato le sirene centro-sinistre”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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