Ruffini, 250 studenti senza aule: chiuso temporaneamente il plesso di via della Verità
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La scuola perde così uno dei suoi plessi principali proprio a ridosso dell’inizio delle lezioni. Gli studenti non sanno ancora dove saranno ricollocati.

VITERBO – È ufficiale: il liceo scientifico Paolo Ruffini perde temporaneamente la sede di via della Verità. A pochi giorni dall’inizio delle lezioni, 13 classi, circa 250 studenti, restano senza aule. Il motivo? Un tetto mai riparato del tutto e un solaio dichiarato pericolante. I lavori erano stati avviati oltre un anno fa, ma non sono mai stati completati.

La vicenda si trascina da oltre un anno e oggi esplode in tutta la sua gravità. “Lo scorso gennaio – racconta un rappresentante della Rete degli studenti medi – era stata montata un’impalcatura per riparare il tetto perché l’acqua filtrava. I lavori dovevano concludersi, ma non lo sono stati. E così siamo arrivati a settembre senza alcuna certezza”.

La scuola perde così uno dei suoi plessi principali proprio a ridosso dell’inizio delle lezioni. Gli studenti non sanno ancora dove saranno ricollocati: “Ci hanno detto che la sede sarà momentaneamente chiusa – spiegano – ma non abbiamo conferme ufficiali su dove verremo spostati. Forse al Savi, ma non è sicuro. Intanto parliamo di tredici classi: più di duecento alunni senza una destinazione certa”.

La chiusura era prevedibile: già lo scorso anno gli studenti avevano segnalato la precarietà della struttura, chiedendo un intervento immediato. La Provincia, accusano, non ha risposto in tempo: “I lavori sul tetto dovevano essere già finiti. Non solo non lo sono stati, ma non si sa neppure quando partiranno quelli sul solaio. È inaccettabile che tutto venga affrontato all’ultimo minuto”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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