
VITERBO – Arrivano, si guardano intorno, si assicurano di non essere visti e in una manciata di minuti azionano la leva dei cassonetti gialli, inseriscono le braccia e iniziano a tirare via quello che c’è dentro. Appoggiano quanto possono sul marciapiedi e scelgono. Dentro ci sono vestiti da uomo, camicie, maglie, maglioni, anche abiti per bambino, scarpe. Tutti vestiti usati che le persone non usano più e depositano nei cassonetti gialli, con la convinzione che possano finire attraverso la Caritas nelle case di persone bisognose.
In poche parole c’è chi ruba i vestiti donati ai più poveri. Chi lo fa riempie grossi zaini e sparisce nel nulla. Diverse le segnalazioni giunte nelle ultime settimane alla redazione de La Fune, da diversi quartieri di Viterbo. Segno che l’azione non è portata a segno da singoli disperati ma c’è un qualcosa di più strutturato e organizzato. Prendono questi vestiti per rivenderli? Prendo per necessità e portano a casa alle loro famiglie? Difficile stabilirlo. Il fatto è che il fenomeno è ripetuto e diffuso, a danno di un sistema che invece è pensato dalla Caritas per aiutare in maniera organizzata.


















