Rubano anche dentro ai cassonetti per vestiti della Caritas
Foto cassonetti gialli
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VITERBO - Dentro ci sono vestiti da uomo, camicie, maglie, maglioni, anche abiti per bambino, scarpe. Tutti vestiti usati che le persone non usano più e depositano nei cassonetti gialli, con la convinzione che possano finire attraverso la Caritas nelle case di persone bisognose. 

VITERBO – Arrivano, si guardano intorno, si assicurano di non essere visti e in una manciata di minuti azionano la leva dei cassonetti gialli, inseriscono le braccia e iniziano a tirare via quello che c’è dentro. Appoggiano quanto possono sul marciapiedi e scelgono. Dentro ci sono vestiti da uomo, camicie, maglie, maglioni, anche abiti per bambino, scarpe. Tutti vestiti usati che le persone non usano più e depositano nei cassonetti gialli, con la convinzione che possano finire attraverso la Caritas nelle case di persone bisognose. 

In poche parole c’è chi ruba i vestiti donati ai più poveri. Chi lo fa riempie grossi zaini e sparisce nel nulla. Diverse le segnalazioni giunte nelle ultime settimane alla redazione de La Fune, da diversi quartieri di Viterbo. Segno che l’azione non è portata a segno da singoli disperati ma c’è un qualcosa di più strutturato e organizzato. Prendono questi vestiti per rivenderli? Prendo per necessità e portano a casa alle loro famiglie? Difficile stabilirlo. Il fatto è che il fenomeno è ripetuto e diffuso, a danno di un sistema che invece è pensato dalla Caritas per aiutare in maniera organizzata. 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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