Rubano 600 pecore da un'azienda a Monterazzano, danno da circa 100mila euro. Indagini serrate
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Più che un furto una vera e propria razzia, consumata qualche settimana fa nelle campagne di Monterazzano. Vittima l'azienda Marchetti, che si è vista sparire - dalla sera alla mattina - 600 pecore.

Più che un furto una vera e propria razzia, consumata qualche settimana fa nelle campagne di Monterazzano. Vittima l’azienda Marchetti, che si è vista sparire – dalla sera alla mattina – 600 pecore.

Un danno dal valore di circa 100mila euro. Nella notte tra martedì e mercoledì un nuovo furto. Questa volta, almeno sul piano prettamente economico, poco significativo. Sempre di notte anonimi si sono introdotti nell’attività portando via circa 70 litri di latte e del mangime.

Su questi fatti sono in corso approfondite indagini. Non si tratta del primo furto di pecore nelle campagne di Viterbo. In data 24 marzo un titolare d’azienda è stato denunciato per il furto di 96 pecore. A scoprire il tutto erano stati gli uomini della polizia di Stato della squadra mobile. In quel caso gli animali vennero ritrovati all’interno di rimesse con diversi auricolari, riportanti i dati identificativi degli animali, spezzati.

“Il furto di 600 capi è stato un duro colpo per noi, ma ci si rialza. Attendiamo fiduciosi il lavoro di indagine portato avanti dalle forze dell’ordine. Quanto accaduto più di recente, con il furto di latte e mangime è una cosa strana”, commentano dall’azienda.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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