Rsa, Santucci: “Se non si interviene le famiglie finiranno sul lastrico”
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La vicenda, di quelle complesse sulle quali ci vorrebbe un pugno duro e una volontà di ferro, parte dai tagli regionali. L’80% delle rette per l’assistenza ai malati nelle residenze sanitarie assistenziali, infatti, fino a poco più di un anno fa venivano pagate dalla Regione Lazio che ha deciso di tagliare il contributo scendendo al 20%.

Santucci incalza la maggioranza sulla questione delle Rsa: “Le famiglie finiranno sul lastrico”. La vicenda, di quelle complesse sulle quali ci vorrebbe un pugno duro e una volontà di ferro, parte dai tagli regionali. L’80% delle rette per l’assistenza ai malati nelle residenze sanitarie assistenziali, infatti, fino a poco più di un anno fa venivano pagate dalla Regione Lazio che ha deciso di tagliare il contributo scendendo al 20%. “Solo il nostro Comune non ha fatto ricorso – ha attaccato a Sbottonati Gianmaria Santucci – e ha accettato la decisione. Ora con la proposta dell’amministrazione il debito che si è maturato ricadrebbe sulle famiglie e non più sul Comune”. Gli uffici comunali sono pieni di ingiunzioni di pagamento da parte delle Rsa, ora però iniziano a rivalersi sulle famiglie. “Un conto è se si indebita il Comune, un conto se le famiglie. C’è chi si è già indebitato per mantenere il figlio disabile in una Rsa a Roma”, ha spiegato Santucci.

Il Comune avrebbe ad oggi stanziato 450mila euro per le famiglie, a fronte di circa 1 milione e 800 mila euro necessari dividendo le risorse tramite un regolamento che indichi la suddivisione reddituale che finisce per considerare ricco chi non lo è: “Pensano che sia ricco – ha concluso – chi ha un Isee di 8.000€, è una follia che rischia di lasciare sul lastrico le famiglie. Queste sono cose serie. Chi guadagna 1000€ al mese non può permettersi di pagare una retta di 1.800€ al mese. Bisogna trovare i soldi”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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