Rsa, rimane il nodo di chi sarà debitore verso le case di riposo: le famiglie o il Comune?
aforsat
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Vicenda Rsa, ieri un importante passo in avanti da parte del Comune di Viterbo. Messo sul tavolo un milione di euro per diradare la nebbia fitta che si era venuta ad accumulare. Rimane però un nodo centrale, che rappresenterà il prossimo terreno di scontro.

Vicenda Rsa, ieri un importante passo in avanti da parte del Comune di Viterbo. Messo sul tavolo un milione di euro per diradare la nebbia fitta che si era venuta ad accumulare. Rimane però un nodo centrale, che rappresenterà il prossimo terreno di scontro.

La linea del Comune è quella di far passare il proprio intervento a sostegno delle famiglie dei ricoverati nelle strutture Rsa come un contributo. Per Aforsat, l’associazione a tutela delle famiglie interessate, deve rimanere la vecchia formula della compartecipazione.

Non si tratta di una faccenda di lana caprina, tutt’altro. Nella prima impostazione infatti il debitore verso le case di cura ospitanti è il Comune di Viterbo, nel secondo le famiglie stesse. Di conseguenza se la Regione Lazio non copre la cifra mancante al pagamento delle rette nel primo quadro devono rispondere le famiglie, nel secondo Palazzo dei Priori.

E’ questo uno snodo cruciale.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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