
La partita delle Rsa si arricchisce di un nuovo capitolo. Nuovo aggiornamento a data da destinarsi, non prima di quindici giorni però. Questo infatti è stato il tempo richiesto dagli uffici comunali per effettuare una serie di calcoli e proiezioni richiesti stamani, durante l’incontro in commissione tra consiglieri comunali e rappresentanti dell’associazione Aforsat, che riunisce le famiglie degli utenti del servizio.
Il tutto al fine di verificare la percorribilità di una soluzione alternativa a quella intavolata fino a oggi dall’amministrazione Michelini, che punta a passare per l’approvazione del regolamento. Regolamento che prevede di trasformare il Comune da compartecipante ai costi delle prestazioni assistenziali, come è stato fino a oggi in concomitanza con la Regione Lazio, a erogatore di contributi. Una vera e propria rivoluzione copernicana che porterebbe le famiglie degli assistiti a essere debitori diretti delle Rsa. Ruolo giocato finora da Palazzo dei Priori.
L’intenzione dell’amministrazione Michelini sarebbe quella di intervenire con dei contributi misurati sul sistema dell’Isee: chi ha un Isee tra zero e 4mila euro avrebbe un sostegno di 500 euro, da 4mila a 8mila 350 euro e da 8mila a 13mila pari a 150 euro. Un sostegno minimo dettato dal fatto che la Regione si è tirata fuori dal capitolo Rsa e che il Comune ha deciso di stanziare una cifra pari a 450mila per l’anno in corso. Cifra che va misurata sapendo che ogni anno l’ammontare del sostegno, a cui partecipava per l’80 per cento la Regione Lazio, è stato pari a un milione e 890mila euro. “Coperta troppo corta”, la frase più gettonata dai consiglieri di minoranza.
Morale della favola all’interno di una seduta di commissione piuttosto burrascosa si è deciso di verificare la fattibilità della “proposta Santucci”: “Essendo un centinaio i casi forse è opportuno verificare quanto costerebbe il totale da coprire per il Comune. Valore numerico ottenuto dalla sottrazione dal totale della spesa per il servizio le pensioni Inps percepite dagli utenti, fatta salva una piccola quota sociale per le spese routinarie degli stessi”.
Proposta che ha trovato l’attenzione delle famiglie e che, dopo una breve sospensione della commissione, ha trovato l’interesse anche del’amministrazione.
La maggioranza è preoccupata di tutelare l’ente. Lo ha sottolineato in un importante passaggio il dirigente Fioramanti, che ha reso noto che anche nella mattinata di oggi sono stati recapitati al Comune di Viterbo due decreti ingiuntivi delle Rsa, che chiedono i soldi del 2015. Foramanti ha utilizzato parole chiare: “Se non si trova una soluzione si va dritti dritti alla Corte dei Conti”.
Momento di contrapposizione forte tra il presidente Livio Treta e il consigliere Giulio Marini. Di fronte all’ennesima sottolineatura della “coperta corta” Treta ha detto: “Va bene, allora copriamo le Rsa e cancelliamo il trasporto della Macchina di Santa Rosa e la cura del verde”. Dichiarazione che ha fatto scattare Giulio Marini: “Nessuno ha mai detto cose del genere. Vi abbiamo più volte chiesto di tagliare le spese inutili o inopportune, come i 250mila euro contenuti nel fondo assunzioni”.


















