Rsa, Miranda Perinelli attacca la Regione: “Dove sono le risorse promesse?”
Cgil-SPI
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"Quelle della Regione erano solo promesse propagandistiche? Che fine hanno fatto le risorse in più che i Comuni stanno aspettando? La giunta terrà fede all’impegno preso? Ci auguriamo di sì perché i famigliari degli assistiti sono ridotti sul lastrico"

La vicenda delle Rsa, porta all’intervento anche l’ex segretario generale della Cgil, ora allo Spi-Cgil, Miranda Perinelli che chiede dove siano le risorse promesse dalla Regione. “A fine marzo, la Regione Lazio con le parti datoriali e le organizzazioni sindacali ha raggiunto l’accordo per una nuova regolamentazione delle residenze sanitarie assistenziali. In quel tavolo, si è resa garante di un nuovo meccanismo di rimborso delle fatture alle strutture, tale da dare maggiori garanzie di sostenibilità. Una notizia che avevamo accolto molto positivamente perché significava destinare maggiori risorse ai Comuni per pagare le rette mensili nelle rsa, alleggerendo il carico sulle spalle delle famiglie.

Sono passati quasi tre mesi e quell’accordo è rimasto su carta. Intanto, la situazione sta degenerando perché in pochi possono permettersi di pagare una somma che arriva a 1.800 euro mensili per mantenere il proprio caro in quelle strutture. E non ci sono alternative perché solo le rsa offrono anche assistenza sanitaria, servizio che invece manca nelle semplici case di riposo e che in pochi possono sostenere riportando a casa l’assistito. A questo punto ci chiediamo: quelle della Regione erano solo promesse propagandistiche? Che fine hanno fatto le risorse in più che i Comuni stanno aspettando? La giunta terrà fede all’impegno preso? Ci auguriamo di sì perché i famigliari degli assistiti sono ridotti sul lastrico”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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