Rsa, in settimana riunione Aforsat dopo la vittoria del ricorso al Consiglio di Stato
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L'associazione che riunisce le persone che vivono questa problematica, guidata dal leone Maria Laura Calcagnini, ha svolto come meglio non poteva la sua funzione. Con eleganza, forza e determinazione ha portato a casa il risultato e dimostrato al Comune di Viterbo, con cui ha sempre cercato un dialogo schietto, che quanto si intendeva fare è fuori dal quadro normativo nazionale.

Hanno vinto. Le famiglie viterbesi dei ricoverati nelle Rsa si sono liberati da un cappio “economico” che avevano già bello posizionato intorno al collo. La “famigerata” delibera 142 cade, sotto il parere del Consiglio di Stato. Aforsat, l’associazione che riunisce le persone che vivono questa problematica, guidata dal leone Maria Laura Calcagnini, ha svolto come meglio non poteva la sua funzione.

Con eleganza, forza e determinazione ha portato a casa il risultato e dimostrato al Comune di Viterbo, con cui ha sempre cercato un dialogo schietto, che quanto si intendeva fare è fuori dal quadro normativo nazionale. Quindi illegittimo. In settimana l’associazione farà un’importante riunione, per informare tutti gli iscritti di cosa significa questa vittoria. 

L’avvocato Liliana Farinotto, che ha seguito Aforsat in questo cammino, avrà il compito di spiegare nel dettaglio a tutti gli esclusi dalla compartecipazione comunale come muoversi per vedere riconosciuto il proprio diritto all’assistenza. Il quadro attuale, tolta di mezzo la 142, è che il Comune deve compartecipare alla spesa per tutte le persone con un Isee sotto i 13mila euro. In seconda battuta dovrà anche essere valutata anche un’azione risarcitoria per chi negli ultimi due anni aveva visto sfumare la compartecipazione di Palazzo dei Priori.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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