Rsa, "Il fallimento è sotto gli occhi di tutti, è ora di dimettersi"
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Moltoni e Insogna (GAL) analizzano la situazione comunale dopo la bocciatura della delibera da parte del Consiglio di Stato e suggeriscono a Michelini di tornare a "campare del suo"

“Nel disastro amministrativo del sistema di governo Michelini, mancava la perla dell’illegittimità di una delibera di giunta. Una delibera pesante riguardante le RSA”. Sulla vicenda della bocciatura della delibera comunale da parte del Consiglio di Stato, arriva anche il commento del gruppo Gal al Comune di Viterbo, composto da Sergio Insogna e Francesco Moltoni.

“Il ‘saggio’ Sindaco in questi tre anni non si è fatto mancare nulla ma soprattutto non ha fatto mancare atti dannosi alla Città ed ai cittadini, decisioni e scelte amministrative ispirate dall’arroganza e dalla presunzione che è la linea guida di quasi 4 anni di malgoverno. Se avesse utilizzato la sua saggezza, quella messa in atto con gli arroganti ed i prepotenti che hanno spazio e campo libero in città, a tutela dei cittadini virtuosi, più deboli ed indifesi probabilmente avrebbe evitato tante figuracce e tutelato maggiormente famiglie, giovani, anziani, lavoratori che si sono trovati e si trovano ancora di fronte a situazioni di forte disagio sociale ed economico”.

“Il fallimento è sotto gli occhi di tutti – dicono Moltoni e Insogna – ed ancora ci si aspetta un atto di responsabilità e di pentimento di queste malefatte amministrative, un Sindaco serio, che ama la sua città, che campa del suo di fronte a questa debacle complessiva ed irreversibile darebbe dignitosamente le dimissioni. Così lui torna a campare del suo e la Città torna a respirare”.

“Stare arroccati a fare ulteriori danni, continuare a vivacchiare alla giornata con una maggioranza risicata e traballante significa avere una presunzione ed una incoscienza senza limiti. Un Sindaco che non si rende conto dei drammi sociali ed esistenziali in cui versano tante famiglie e tanti cittadini di ogni età e ceto, un Sindaco che invece di stare loro vicini e cercare di fare battaglie per  la loro dignità personale, li lascia soli e prende le distanze”.

“Un Sindaco che si disimpegna cercando solamente di far quadrare il  suo bilancio amministrativo e non pensa minimamente al disastro economico dei bilanci familiari degli assistiti e dei parenti vittime di scelte regionali non condivisibili. Ci chiediamo – continuano i due consiglieri – e tantissimi cittadini si chiedono che Sindaco è? La delibera di giunta incriminata è un atto preciso ed una scelta amministrativa che rimane fino a quando non verrà ritirata, serve urgentemente un regolamento adeguato e conforme alla legge ma rimane il problema economico che pesa sul bilancio del comune”.

“Noi invitiamo il saggio Sindaco a fare una cosa saggia : si dimetta ed ammetta saggiamente la propria inadeguatezza a rivestire un ruolo importante e fondamentale per la tutela e la salvaguardia  degli interessi della collettività cittadina. Se ci sarà una ulteriore mozione di sfiducia per il Sindaco  la firmeremo anche e soprattutto per il suo bene. Tra finti amici ed alleati – concludono – noi siamo gli unici che ci tengono alla sua credibilità”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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