Rottura Sodalizio-Comune, il presidente Massimo Mecarini: "Non dimenticheremo mai le parole dei consiglieri Insogna, Serra e Tofani"
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Una specie di missile terra-aria l'intervento del presidente del Sodalizio Massimo Mecarini dopo le recenti dichiarazioni, in consiglio comunale di Sergio Insogna sulla nota vicenda della rottura tra Sodalizio e Comune. Mecarini certifica che la colpa è tutta delle parole dei consiglieri.

La rottura tra Sodalizio dei facchini e Palazzo dei Priori è stata giocata tutta sulle parole. A mettere il timbro su questa versione dei fatti è il numero uno dei cavalieri di Rosa, al secolo Massimo Mecarini.

In queste ultime ore è tornato a ribollire il sangue della vicenda, che sta creando non pochi imbarazzi in città. Sergio Insogna infatti ha chiesto conto, durante l’ultimo consiglio comunale, delle parole pronunciate all’assemblea dei facchini.  In quel contesto si parlava sempre delle parole pronunciate dai consiglieri sui facchini. Paolo Moneti (Sodalizio) chiede: “Sono stati dei coglioni?”. Michelini: “Forse hanno detto delle coglionate”.

Il consigliere di Oltre le mura ha affrontato il sindaco perché non ha gradito quell’uscita. Replicando che è meglio “dire le coglionate che farle”. Sostenendo che la rottura tra Sodalizio e Comune sarebbe stata originata dalla promessa non mantenuta dal sindaco di inserire i facchini nella commissione che ha deciso la nuova Macchina di Santa Rosa.

In consiglio ha replicato il sindaco, ma ancora più forte è arrivato l’intervento del presidente Mecarini: “Le parole di Insogna, Serra e Tofani non le dimenticheremo mai”. E ancora: “Insogna non ha capito niente, non è stata l’esclusione dalla commissione a determinare la rottura, ma le dichiarazioni dello stesso Insogna, Serra e Tofani sul Sodalizio”. E in un certo qualmodo prende le difese del sindaco: “Almeno ha avuto gli attributi di venire all’assemblea dei facchini”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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