Rotelli (Fdi): "Alta Velocità, chissà se avranno lasciato qualche briciola per il Viterbese?"
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VITERBO - Proprio alla Camera dei Deputati era stata costruita un'alleanza territoriale sull'asse Mauro Rotelli e Raffaele Nevi, ternano di Forza Italia.

VITERBO – La notizia dell’Alta Velocità che arriva a Frosinone è una sorta di doccia gelata in terra di Tuscia. Non certo per una qualche invidia verso i cugini del sud della regione, più che altro perché sulla fermata a Orte è calato il silenzio.

“Chissà se avranno lasciato qualche briciola per il Viterbese?”. Se lo domanda Mauro Rotelli. Il deputato viterbese di Fratelli d’Italia è stato dall’inizio tra i più attivi sostenitori di una lobby trasversale e capace di unire Tuscia e Ternano per portare a casa una realtà di sviluppo importante per questi territori: la fermata dell’Alta Velocità a Orte appunto.

Proprio alla Camera dei Deputati era stata costruita un’alleanza territoriale sull’asse Mauro Rotelli e Raffaele Nevi, ternano di Forza Italia. Ognuno si è dato da fare per cercare di portare a casa il risultato. “Vi ricordate la mobilitazione politica, imprenditoriale, popolare e culturale per la fermata dell’Alta Velocità di Orte? Le riunioni con gli assessori alla Mobilità di Lazio e Umbria nella sede di Ferrovie dello Stato a Roma? Bene “the winner is Frosinone””. Commenta così il deputato sui propri social la notizia sparata a tutta pagina dai quotidiani della Ciociaria. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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