Rotelli, Colosimo, Bianchini (Fdi): “La grave situazionedi Mammagialla necessita di interventi urgenti”
Foto carcere Mammagialla
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VITERBO - “Un problema grave che stiamo denunciando da tempo, con sopralluoghi ripetuti nell’istituto e sostegno ai vari presidi degli agenti – ha dichiarato il deputato Mauro Rotelli nel corso del consiglio straordinario di ieri.

VITERBO – Oltre centro detenuti in più rispetto ai consentiti. La situazione del carcere di Mammagialla, con una media di 560 reclusi rispetto ai 432 consentiti, è al livello massimo di criticità.

“Un problema grave che stiamo denunciando da tempo, con sopralluoghi ripetuti nell’istituto e sostegno ai vari presidi degli agenti – ha dichiarato il deputato Mauro Rotelli nel corso del consiglio straordinario di ieri.

Le difficoltà da anni sono sempre tragicamente le stesse: oltre al preoccupante sovraffollamento, Mammagialla soffre per una popolazione carceraria con altissima percentuale di tossicodipendenti, stranieri ben oltre il 50% e malati psichiatrici (circa il 30 % ) che sono ospitati nel carcere ma in realtà andrebbero ricoverati in specifiche strutture, inesistenti allo stato attuale.

La politica del precedente governo con il fallimento della “vigilanza dinamica”, che introduce il regime delle celle aperte ha creato danni ulteriori, quella del governo attuale, invece, non è ancora pervenuta. Infine è il momento di smetterla con la gogna mediatica sollevata sul carcere di Mammagialla, più volte portato all’attenzione nazionale in termini negativi.

I problemi ci sono e sono gravi, ma gli episodi di violenza si verificano come in qualsiasi altro penitenziario italiano”.

“Inutile cercare contrapposizioni dove non ci sono – ha aggiunto il consigliere regionale Chiara Colosimo – Vogliamo il coraggio della politica di dare risposte, contro il sovraffollamento ed ugualmente contro il sottodimensionamento.
È obbligatorio dire no a penitenziari lager ed è, altrettanto obbligatorio, risolvere la bomba rems.

Senza enfatizzare mediaticamente il tutto non bisogna scordarsi che detenuti ed agenti sono ugualmente uomini. Il carcere è un microcosmo carico di umanità dove si può trovare il detenuto che vuole ricominciare davvero e l’agente che si fa chiamare nonno. Chi gioca alla guerriglia o alla caccia all’uomo, non ha capito che, se la polizia penitenziaria non ha il diritto alla dignità del lavoro, di conseguenza i detenuti vivranno una situazione difficile.”

“Alta grave criticità – ha aggiunto il capogruppo Paolo Bianchini – è il personale insufficiente. Al momento a Mammagialla ci sono infatti solo 266 tra agenti e assistenti rispetto ai 340 richiesti dall’alto numero dei reclusi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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