Rosso al consiglio sul centro storico, giallo a chi non comunica e prende soldi pubblici, verde alla Tuscia che piace anche a Gibson
semafori
Gli Stati Generali La Fune
Questa cosa di associazioni e realtà varie che prendono soldi pubblici per fare eventi e poi non spendono un euro per farlo sapere è stucchevole, semaforo giallo.

SEMAFORO ROSSO al consiglio straordinario sul centro storico per le opposizioni. L’hanno voluto per “sparare ad alzo zero” sulla sindaca Chiara Frontini ma quest’ultima ha rigirato il tavolo e ha avuto un’occasione in più per rivendicare il lavoro fatto in questi mesi. La situazione è così sfuggita di mano a qualcuno che, evidentemente non sapendo come argomentare, si è giocata il grande classico delle parole d’insulto alla controparte, etichettando come “poveretti” i consiglieri di maggioranza.

 

 

 

 

 

 

 

SEMAFORO GIALLO per eventi e manifestazione che chiedono soldi pubblici ma poi spendono zero in promozione e pubblicità e nessuno ne conosce l’esistenza. Come sia possibile, nel 2025, un approccio così dilettantesco alla comunicazione (ritenendola non indispensabile) è un mistero. I Comuni o gli altri enti finanziatori dovrebbe introdurre come condizione necessaria ai finanziamenti pubblici una quota minima di pubblicità da rendicontare, correggendo così una stortura d’impostazione che rischia uno sperpero di soldi su iniziative di cui i cittadini finiscono per ignorare la stessa esistenza.

 

 

 

 

 

 

 

SEMAFORO VERDE alla Tuscia che con la sua bellezza conquista anche l’attenzione di un regista di peso internazionale come Mel Gibson. Sta cercando luoghi dove girare un film sulla Resurrezione di Cristo, come atto secondo del celebre ‘The Passion’. Chissà se qualche posto del Viterbese finirà per essere location di questo nuovo film?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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