Rossi: "Prima di chiudere il centro storico bisogna riempirlo di vita, folle fare il contrario"


Un pensiero in libertà che però racchiude una posizione in contrasto con la decisione firmata dal primo cittadino di attivare i varchi su via San Lorenzo, via Chigi e Ponte del Paradosso.
Chiusura della parte monumentale del centro storico, mal di pancia anche all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Leonardo Michelini. “Prima di chiudere il centro storico bisogna riempirlo di vita. E’ folle fare il contrario”, è il post pubblicato in queste ore sulla propria bacheca facebook dal consigliere di Viva Viterbo Filippo Rossi.
Un pensiero in libertà che però racchiude una posizione in contrasto con la decisione firmata dal primo cittadino di attivare i varchi su via San Lorenzo, via Chigi e Ponte del Paradosso.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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