
Filippo Rossi conferma il suo distacco dalla politica cittadina: “non andrò più in Consiglio, nemmeno a quello sulla sicurezza. Sono deluso e arrabbiato”. Il consigliere di Viva Viterbo a tutto campo è intervenuto durante la prima di Sbottonati (dal lunedì al venerdì tutti i giorni in diretta alle 12 su Radio Verde).
Prima hai annunciato le dimissioni, poi hai detto che vuoi farti cacciare. È indeciso?
“Sono decisioni importanti”
Che pensa ora Rossi?
“Sempre le stesse cose, poi magari alcune non le dico. Al limite quanto ho voglia di dire”.
Caffeina 2016 si farà, è tutto un bluff?
“Non è un bluff, vediamo se riusciamo a farla bene se no è inutile farla”.
Le dichiarazioni sul suo obiettivo politico di salvare Caffeina hanno un po’ lasciato l’amaro in bocca..
“Perché?”
Perché in quel caso parla da consigliere, ma poi parla come fondatore di Caffeina. Come negare che c’è un conflitto di interessi?
“Non ci guadagno da Caffeina. Può pure non farsi Caffeina, da cittadino dico che è un problema se non si fa. Non è un’azienda Caffeina”.
Il Sindaco Michelini se non cambia rotta, è finito?
“Lo dico da tre mesi dopo il voto che c’è qualcosa che non va”.
Però è come se ci fosse dell’ottimismo che non le fa lasciare o passare all’opposizione o firmare la mozione di sfiducia..
“Voglio essere chiaro. Il nodo è che l’opposizione in due anni abbia fatto una buona politica: coinvolgo tutti nella critica. C’è ancora un barlume di speranza, certo non passo all’opposizione che ha fatto sano e tipico populismo della politica italiana”.
Andrà al Consiglio sulla sicurezza?
“No, non ci andrò più in Consiglio, tantomeno ad un consiglio straordinario sulla sicurezza. Fuffa populista e propagandista. Tanto per perdere un po’ di tempo. Non scherziamo: il Consiglio ha il potere di decidere se c’è una emergenza in Città? Bisognerebbe parlarne con il Prefetto e il Questore. Vengo dal mondo della destra: so bene quanto ci si possa aggrappare all’occasione del momento per gridare all’emergenza. È una politica lontana da me anni luce. Per me non bisognava farlo. Chiacchiereranno sulla sicurezza per qualche ora e poi tutti a casa”.
Lo fanno per il gettone di presenza?
“Ma no, il problema è ben più profondo. Non si capisce quale sia il ruolo della politica. Se prendessero il gettone per discutere davvero per far rinascere la città a voglia di gettoni. Il problema è che si sta lì per darsi un tono a volte”.
C’è qualcuno che ha qualche idea in Città?
“Voi ad esempio ne avete qualcuna. Sarebbe opportuno fare una tavola rotonda è un discorso molto lungo, se volete organizzarla partecipo volentieri, ma non da solo: questa città non ha un luogo pubblico di dibattito sociale. Non c’è mai un luogo del dibattito e si perdono le occasioni anche per questo. Caffeina è una occasione per esempio, come lo è il Giubileo.
Si farà?
“Era una occasione di investimento economico e andava preso come occasione: non è stato fatto e non si farà. Bisognava prendere soldi sul bilancio e farlo, non accroccando qualcosa gli ultimi due mesi”.
E pure che non si apra un nuovo Pala Expo che poi rimane aperto due giorni in sei mesi..
“Quello è frutto dei bandi, le decisioni sulla carta a volte per questioni burocratiche rimangono sulla carta. Il problema è che bisognava prendere decisioni strategiche per la città, magari anche con bandi di idee: però non è stato fatto niente. Sono arrabbiato e deluso per il Giubileo: perché con il turismo si mangia. Servono investimenti turistici e investimenti culturali, che sono differenti”.


















