Rossi attacca Serra: "Non ricordo una sua idea per far crescere Viterbo"
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Il dibattito sulla crisi della maggioranza di Michelini corre sulle pagine dei giornali e dei social network, anche perché le fazioni in scontro non si sono mai viste né parlate di persona

Filippo Rossi sfida Francesco Serra e rinnova la sfida: “è solo un bla-bla politichese”. Il dibattito sulla crisi della maggioranza di Michelini corre sulle pagine dei giornali e dei social network, anche perché le fazioni in scontro non si sono mai viste né parlate di persona. Ultimo intervento registratosi è quello del fondatore di Viva Viterbo Filippo Rossi che critica Serra per il suo disfattismo.

“Quando un anno fa ho proposto un dibattito in consiglio su cosa fare per il Giubileo, Francesco Serra si è ben guardato di appoggiare l’iniziativa. Non sopporto chi fa politica solo criticando le idee altrui, chi blocca l’amministrazione e poi protesta perché l’amministrazione è bloccata. Non ricordo un’idea alternativa di Serra per far crescere Viterbo. Almeno non una degna di nota. Solo bla bla politichese.

In una delle ultime sue invettive contro il mondo ha detto di essere contento perché la Macchina di Santa Rosa non è stata montata in piazza del Comune a Natale. Legittimo. Quale era l’idea alternativa per portare gente in centro e dare una boccata d’ossigeno a una fitta attanagliata dalla crisi. Non pervenuta. Serra è stato il più accanito oppositore del progetto del Festival delle Luci. Progetto che a Salerno porta centinaia di migliaia di visitatori. Ma Serra no, Serra è di quelli che “non si può spendere in queste stronzate”. Si, già… Molto meglio una rotatoria…”.

Forse davvero meglio una rotatoria, che ci porti ad uscire da questo ingorgo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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