Romoli: "Un attacco vile che colpisce ognuno di noi"
Alessandro Romoli
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VITERBO – “A nome mio personale e dell’intera amministrazione provinciale di Viterbo desidero esprimere piena solidarietà alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini, vittima nella notte di un vile e becero atto vandalico alla propria auto.

Quanto accaduto non ha nulla a che fare con l’attività politica e amministrativa della sindaca Frontini, ma altro non è che un gravissimo episodio di vandalismo a sfondo sessista. Il responsabile di tale odiosissimo gesto ha voluto infatti colpire la prima cittadina di Viterbo in quanto donna e sotto il profilo personale.

Si tratta dunque di un attacco che colpisce in primis la sindaca, ma che riguarda ognuno di noi perché nella Tuscia non può e non deve esserci né spazio né tolleranza per stereotipi di genere, pregiudizi e messaggi sessisti.

Nel rinnovare la solidarietà alla sindaca Frontini, esprimo anche piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine che sapranno individuare i responsabili di questo inaccettabile gesto”.

Alessandro Romoli
Presidente della Provincia di Viterbo

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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