
IL CORNER DEL PROFESSORE – Romoli Frontini e Sberna: rispettivamente il caposquadra, l’attaccante di sfondamento e la
donna in missione. Rispettivamente 41, 36 e 44 anni. La nuova politica della vetus urbs. Sono giovani e capaci. Hanno spazzato via equilibri di contrapposizione destra-sinistra che sembravano destinati a ingessare per sempre la terra nascosta tra Roma e Toscana.
Che è successo? Viterbo non è più la città dove si faceva il militare di leva. Dopo il grande maresciallo Rocca (anche 16 milioni di telespettatori in prima serata) e San Pellegrino dei grandi Malè e Fontana, la provincia di Viterbo vive una nuova primavera, sia politica che turistica, ma soprattutto di peso specifico. Siamo e restiamo meno dell’1% della popolazione italiana ma abbiamo la vicepresidente al parlamento europeo, il presidente della provincia espressione unitaria di tutti i partiti e di tutti e 60 sindaci e una giovanissima e
grintosa sindaca civica nel capoluogo di provincia che parla comodamente tre lingue.
Alessandro Romoli. Politico dal sapore tradizionale: non litiga, non alza i toni, capace di dialogare senza mai ricorrere ad accuse personali senza venir meno alle proprie convinzioni. Viene da un piccolo paese di cui è sindaco da molto ma si trova a proprio agio sia a Viterbo che
a Roma, nei salotti della politica nazionale. I partiti hanno coniato per lui l’espressione “la provincia è la casa di tutti i comuni”, per esaltare il suo ruolo di capo famiglia. La verità è che ha imparato a fare politica da giovane e adesso raccoglie molti frutti. È sicuramente un punto di forza per la Tuscia ed espressione massima della democrazia: su lui sono tutti d’accordo. Finalmente un faro nella politica viterbese.
Chiara Frontini. La politica partitica la defenestrò a 22 anni dal ruolo di assessore e lei ha defenestrato tutti. Con una grande spallata da centravanti di sfondamento ha relegato i partiti tradizionali al ruolo di comparse. Forse non fortunata nel 2018 quando per pochi voti non
ha vinto, in questo mandato ha avuto fortune, che in politica significa solo una cosa: molti finanziamenti. Li ha saputi spendere per la città. Cantieri un po’ ovunque e voglia dia fare. Molti i progetti portati a termine ma su tutti, l’illuminazione dei gioielli di famiglia: le mura e
piazza del Comune a Natale, simbolo di una nuove luce sulla città che tengo stretta al cuore.
Antonella Sberna. Era considerata miss preferenze ma per fortuna si è lasciata tentare dall’avventura europea lasciando dietro di sé una sicura carriera nella politica cittadina. È giovane affasciante e capace. Naturalmente dotata di personalità perfetta per interagire con la
politica del continente. Sta facendo almeno tanto quanto ci aspettavamo tutti da lei ma presto ci sorprenderà con il presidente del parlamento Europeo a Viterbo o con la vetus urbs palcoscenico di evento di importanza e rilevanza europea. La terra nascosta tra Roma e
Toscana ha una luce che brilla a Brusselles.
Il mondo è cambiato. Qualcuno vorrebbe tornare agli anni 70 ma Viterbo sembra lanciata verso il XXI secolo. Turismo e centralità, attenzioni sempre maggiori sia da Roma che dall’Italia, addirittura dal’Europa. L’occasione è l’elezione del presidente della provincia scelto da tutti che
altro non è se non il riconoscimento del grande lavoro fatto. Quello che salta agli occhi è che se i 60 comuni hanno tutti pari dignità si possono raggiungere grandi risultati insieme. Anche se meno dell’ 1% uniti possiamo contare molto. La Tuscia si vende, Viterbo no. Prima lo
capiamo prima assicuriamo lavoro e possibilità per le prossime generazioni di restarci vicini. L’insegnamento dell’elezione è chiaro: non alziamo i toni, cerchiamo cosa ci unisce, responsabilizziamo tutti, rispettiamoci senza ma e senza però.


















