Roma dice il no definitivo e i Giochi Olimpici saltano: Viterbo e le altre sono tagliate fuori
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Sulla vicenda in molti tirano un sospiro di sollievo e vedono nell’insistenza dei 4 sindaci più una mossa contro Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle che un interesse reale.

Con il no del Consiglio comunale di Roma svanisce il sogno olimpico di Michelini e i suoi omologhi delle altre 3 province del Lazio. Il voto di ieri del Campidoglio ha infatti scritto la parola fine alla vicenda. Per ottenere la candidatura infatti Viterbo, Rieti, Latina e Frosinone dovevano ottenere il sì del Comune di Roma, che aveva con la vecchia amministrazione avviato le pratica. Impensabile candidarsi ora.

Sulla vicenda in molti tirano un sospiro di sollievo e vedono nell’insistenza dei 4 sindaci più una mossa contro Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle che un interesse reale. Secondo i sindaci invece si tratta di una scelta folle: secondo i primi cittadini in discussione c’erano circa 180.000 posti di lavoro e 6 miliardi di euro per tutti i territori potenzialmente coinvolti. Un sì era arrivato anche dal Consiglio regionale del Lazio.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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