Rom trovata a rubare in un appartamento, scatta il divieto per quattro anni di tornare a Viterbo

VITERBO - La segnalazione era partita da un poliziotto fuori servizio che aveva notato le due donne aggirarsi nella zona con fare sospetto.
VITERBO – Nella mattinata di venerdì gli agenti della Volante hanno sorpreso una 29enne di etnia Rom, residente in un campo nomadi di Roma, mentre tentava di introdursi in un appartamento nel quartiere di Villanova insieme a una complice. La segnalazione era partita da un poliziotto fuori servizio che aveva notato le due donne aggirarsi nella zona con fare sospetto.
La nomade fermata, riconosciuta quale autrice di un altro tentativo di furto avvenuto qualche giorno fa in un’altra zona del capoluogo, è stata denunciata in stato di libertà e, con provvedimento del Questore, allontanata dal Comune di Viterbo con divieto di ritorno per un periodo di 4 anni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

















