Rom ferraresi rubano videogiochi nell'area commerciale Città dei Papi
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VITERBO - Il mezzo con il quale gli stessi erano arrivati a Viterbo, noleggiato presumibilmente per garantirsi un maggiore anonimato, è stato sequestrato e messo a disposizione della magistratura inquirente, anche per accertare il suo utilizzo per altri furti commessi in altre località.

VITERBO – Nella mattinata di mercoledì scorso, un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Viterbo, mentre era intento a un servizio di vigilanza disposto dal Questore di Viterbo in zone della città con maggiore presenza di esercizi pubblici, ha intercettato due giovani che si stavano allontanando a bordo di un veicolo, con fare sospetto, dalla zona del centro commerciale “Il Globo” di Viterbo.

Alla vista degli agenti gli stessi hanno cercato di sottrarsi al controllo, ma tale atteggiamento furtivo non è sfuggito ai poliziotti che, attuate le dovute condizioni di sicurezza, li hanno fermati e identificati compiutamente per due soggetti, di origine rom, provenienti dalla città di Ferrara e con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

Di lì a poco, è sopraggiunto il titolare di un negozio che ha riconosciuto nei due soggetti gli autori del furto perpetrato all’interno del suo locale commerciale. In effetti, da un sommario controllo sull’autovettura, celata sotto i sedili è stata rinvenuta la refurtiva consistente in apparecchiatura elettronica di videogiochi, che è stata prontamente recuperata e restituita al legittimo proprietario.

Per i due ladri 28enni, invece, si sono aperte le porte della Questura dove sono stati accompagnati e denunciati all’Autorità Giudiziaria, per furto. Inoltre, considerata la loro condotta illegale e che gli stessi non hanno né domicilio o altro interesse a Viterbo, sono stati rimandati con Ordine del Questore di Viterbo alla città di residenza, con divieto di ritornare a Viterbo per un periodo di anni tre.

Il mezzo con il quale gli stessi erano arrivati a Viterbo, noleggiato presumibilmente per garantirsi un maggiore anonimato, è stato sequestrato e messo a disposizione della magistratura inquirente, anche per accertare il suo utilizzo per altri furti commessi in altre località.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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