I Rolling Stones nella Tuscia per girare un video prima del concerto del 22 giugno a Roma


[ESCLUSIVA] I Rolling Stones nella Tuscia, questa la notizia del giorno. La mitica band arriverà nel Viterbese pochi giorni prima del concertone di Roma, previsto per il 22 giugno.
La mitica band
I Rolling Stones nel Viterbese a giugno. Il 22 del mese è annunciata la loro presenza a Roma per il maxiconcertone del Circo Massimo ma la notizia che riusciamo a darvi oggi riguarda il loro arrivo nella Tuscia per girare il video di un nuovo singolo.
Le rockstar più amate del mondo si fermeranno dalle nostre parte per tre giorni, il tempo utile per le riprese. Impossibile conoscere i luoghi che avranno la fortuna di vedere la presenza di Mick Jagger e i suoi. Su tutta l’operazione viene tenuto il massimo segreto, per evitare problemi con la gestione dei tantissimi appassionati alla mitica band.
Da oggi, primo aprile, al 22 giugno manca ancora tanto e ogni luogo è possibile.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

















