Rocchi sold out per la finalissima di Coppa Italia
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VITERBO – Stadio pieno e botteghini presi d’assalto. Sale la febbre per la finale di Coppa Italia di mercoledì.

VITERBO – Lo stadio Rocchi fa il “tutto esaurito” per la finale di ritorno di Coppa Italia tra Viterbese e Monza.  Da sabato, il botteghino e la rivendita di fronte allo stadio sono stati presi d’assalto dai tifosi che hanno atteso la fine della prelazione per gli abbonati per accaparrarsi i ticket della finale.

Il popolo gialloblù ci tiene moltissimo a questa finale che arriva al termine di una stagione con alti e bassi. Una stagione strana, in cui la squadra ha fatto gare esaltanti battendo squadre che sulla carta erano considerate superiori, o recuperando partite che sembravano perse, dimostrando grande carattere, alternandole a prestazioni incolore. Sicuramente iniziare il campionato in ritardo dovendo giocare numerose gare infrasettimanali è stato un grosso handicap.

Infine l’ultimo fulmine a ciel sereno: l’esonero di Mister Calabro. Una scelta improvvisa e potenzialmente destabilizzante, arrivata proprio a ridosso della finalissima.

Stagione deludente o esaltante? Si gioca tutto in novanta minuti. Sta a te Viterbese tirare fuori la tua vera anima. Noi, in tantissimi, saremo lì a sostenerti.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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