Roccalvecce gioca la carta dell'arte, successo per la mostra di pittura nell'antico borgo
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ROCCALVECCE - “Roccalvecce a Colori” è un esperimento, una scommessa. Un tentativo nel quale sono state volutamente messe insieme opere di artisti professionisti e di pittori amatoriali.

ROCCALVECCE – Cultura e passeggiate per il lungo weekend di primavera a Roccalvecce. L’antico borgo medievale ha messo d’accordo turisti amanti delle camminate, nei suggestivi percorsi che lo circondano, e appassionati della pittura. La pioggia infatti non ha fermato i numerosi visitatori che in questo fine settimana hanno scelto di venire a visitare la mostra “Roccalvecce a Colori”.

Grazie ai quadri messi a disposizione dai soci della Pro Loco di Roccalvecce sono state, infatti, raccolte oltre 40 opere rappresentative di molteplici tecniche espressive. Pittura ad olio, tempera, acquarello, carboncino, incisioni, fotografia, vetri piombati e quadri in 3d. Tanti artisti, quasi una ventina, hanno dato vita ad un insolita mostra nelle tre sale del Circolo Culturale.

Bonamici, F. Borghese, V. Buzzi, S. Casini, C.M. Causati, G. de Michelis, B. Gandolfo, P. Giulivi, O. Rangoni Machiavelli, R. Mariani, G. Misiano, G. Moroni, R. Niggi, A.M. Rufini, M. Tiba, sono gli artisti presenti a cui vanno aggiunte anche alcune opere di autori anonimi.

Ma “Roccalvecce a Colori” è anche un esperimento, una scommessa. Un tentativo nel quale sono state volutamente messe insieme opere di artisti professionisti e di pittori amatoriali. E’ stato creato uno spazio dove artisti con formazioni diverse potessero creare con le loro opere un armonia complessiva di immagini, forme e colori. Un’idea che ha incoraggiato alcuni visitatori, italiani e stranieri, a svelarsi pittori offrendo le loro opere per una prossima edizione.

Il successo di questo primo appuntamento ha spinto quindi la Pro Loco di Roccalvecce a prolungare la mostra per il mese di maggio e che sarà quindi visitabile, per appuntamento, chiamando il n. 353 3132504

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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