Rocca Farnese, riaprono le porte della meraviglia
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Il gioiello sul lago torna a splendere dopo i restauri del PNRR: un tuffo nella storia dell'alta Tuscia.

CAPODIMONTE – Capodimonte torna a guardare il suo lago da una prospettiva privilegiata. La Rocca Farnese, baluardo di storia e architettura che domina la conca di Bolsena, riapre finalmente i battenti al pubblico.

Un ritorno in grande stile, reso possibile grazie ai recenti e meticolosi interventi di restauro promossi dalla Soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, con il prezioso sostegno del programma PNRR – Caput Mundi. Non è un semplice restauro, ma una vera e propria operazione di “restituzione”: i lavori hanno interessato in particolare le facciate, il ponte di accesso e il cortile, riportando leggibilità e fascino a uno dei simboli più iconici della nostra Tuscia.

Il complesso, proprietà privata di straordinario valore, si prepara ad accogliere nuovamente i curiosi e gli amanti della storia locale. La storia della Rocca è la storia stessa del nostro territorio. Sorge nel punto più alto del centro storico di Capodimonte, su uno scoglio vulcanico che si affaccia sul lago di Bolsena. L’edificio attuale è il frutto di un importante ampliamento voluto dalla famiglia Farnese, che andò a sostituire e inglobare la precedente fortezza a pianta quadrangolare appartenuta ai Signori di Bisenzio.

Il disegno della Rocca attuale risale al XV secolo ed è opera del celebre architetto fiorentino Antonio da Sangallo il Giovane. A Capodimonte, il maestro realizzò una vera e propria villa-fortezza a impianto ottagonale, capace di coniugare le esigenze difensive con l’eleganza di una residenza signorile. Il complesso conserva ancora oggi quel fascino unico, arricchito dal giardino pensile sui bastioni: un balcone naturale che regala una delle viste più mozzafiato che il lago di Bolsena possa offrire.

L’intervento di recupero, inserito nell’ambito della misura “I percorsi Giubilari 2025”, rappresenta un investimento significativo per la tutela del patrimonio culturale locale. Il progetto, che vede come soggetto attuatore la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, ha beneficiato di un finanziamento totale di 500.000 euro interamente coperto dai fondi PNRR. Ad oggi, il cantiere ha raggiunto un avanzamento economico con una spesa effettiva di 450.000 euro, pari al 90% dell’importo stanziato, confermando l’efficacia e la celerità delle operazioni di messa in sicurezza e restauro conservativo. Come attestato da Open Pnrr.

La stagione delle aperture estive prenderà il via il 20 giugno in collaborazione con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. Per l’occasione, gli esperti della Soprintendenza accompagneranno i visitatori in un viaggio tra le mura restaurate, svelando i segreti del cantiere e il ruolo nevralgico che la Rocca ha sempre giocato nel sistema insediativo dell’alta Tuscia.

Calendario aperture: 4 luglio, 18 luglio, 8 agosto, 5 settembre.Turni:17.30 – 18.30 | 18.30 – 19.30 (max 25 persone a turno).

Nota bene: La prenotazione è obbligatoria tramite il portale FAI Prenotazioni. È possibile iscriversi al FAI direttamente in loco.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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