Roberto Saviano: "Viterbo capitale italiana della mafia turca, volevano fare evadere Boyun"
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Gli arresti di Viterbo fanno parlare anche Roberto Saviano che pubblica un video dove parla di cosa è accaduto, di cartelli turchi e di mafia. Un racconto che spiega cosa sia questa mafia turca.

VITERBO – L’ipotesi di Roberto Saviano è chiara: quel commando rinchiuso in un b&b sulla salita di Santa Rosa era un pezzo di un piano finalizzato a un progetto di evasione del boss turco Boris Boyun (capo di uno dei clan più feroci di Istanbul), che si trova al 41 bis nel carcere di Mammagialla.

” Quel commando era lì, con le mitragliatrici, per sparare sui politici che dovevano partecipare alla manifestazione di Viterbo? Poco probabile. Avrebbe un attentato velocizzato l’estradizione del boss turco? Avrebbe permesso una maggiore gestione della sua esfiltrazione per farlo tornare in Turchia? No, l’ipotesi più probabile è che fossero lì per provare a farlo evadere. Avrebbero sequestrato un politico e richiesto una negoziazione? Avrebbero fatto un attentato per poi chiederne la liberazione? Queste cose raramente funzionano. Erano lì, armi in pugno, perché Boyun è a Viterbo.

Saviano racconta l’escalation criminale di Boyun, classe 1984. Inquadra il profilo del boss turco, trafficante di droga, investitore in Europa, capace di rapporti con la politica e di investire nel traffico degli esseri umani. Nella sua organizzazione si può entrare a quindici anni e i suoi affigliati sono molto attivi nell’utilizzo dei social. Utilizzati anche come strumenti di rivendicazione di azioni criminali, con linguaggi criptici.

Nel 2022 la banda di Boyun ammazza un altro boss potentissimo, un narcos montenegrino. Cresce circondandosi di “uomini che uccidono” e omicidio dopo omicidio (a pagamento) fa i soldi per entrare nel mercato della droga. Fonda la Dalton Gang, dal nome dei Fratelli Dalton di Lucky Luck. Il suo sistema è semplice: paghi e uccido chi vuoi. In cambio di omicidi Boyun costruisce un impero.

“Poi una domanda: perché Viterbo? Perché stoccare i killer turchi a Viterbo? Le mafie italiane sono alleate da mezzo secolo delle organizzazioni turche, non c’è grande controllo e Boyun ha fatto credere di essere curdo per non essere estradato. Boyun sa benissimo che se viene estradato Erdogan dovrebbe punirlo e tenerlo in prigione. Vuole negoziare, o probabilmente ha già negoziato. Quegli uomini volevano farlo evadere, magari con l’assalto alla prigione”. Queste le parole dirette del giornalista.

“Perchè Viterbo? Inchiesta 2018 European ‘ndrangheta connection che dimostra rapporti tra diverse famiglie turche appare un nome: Mammoliti. A Viterbo i Mammoliti hanno un ruolo, le famiglie ‘ndranghetiste stanno investendo nel turismo viterbese. Difficile che Boyun abbia scelto da solo di venire a stare a Viterbo – continua Saviano –

Viterbo è nella posizione perfetta. Incredibile che pur sapendo che c’è questa cellula di mafia turca a Viterbo abbiano messo Boyun proprio in carcere a Viterbo. Boyun muove milioni di euro in mezzo mondo. Ha investito in resort, b&b, strutture ricettive di ogni forma, discoteche, traffico di cocaina, immigrazione clandestina, ristoranti … Il suo deposito di armi è in Svizzera, così risulta da investigazioni”

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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