

NEWCASTLE – Di recente è stato scoperto un poemetto in lingua italiana, composto di 960 versi e suddiviso in 120 ottave. Si tratta de La Storia di Sancta Rosa, contenuta nell’incunabolo noto come Rob 278 (Newcastle, University Library, Robinson Collection, 278).
La particolarità risiede nel fatto che è una stampa, laddove all’epoca la maggior parte delle vite di santi circolava ancora in forma manoscritta. Infatti risulta almeno di due secoli precedenti a quella che si riteneva essere la prima biografia in versi della santa: la “Vita e miracoli della gloriosa S. Rosa di Viterbo”, stampata nel 1675 da Domenico Pietosi in ottava rima.
La Storia di Sancta Rosa lancia così una tradizione poetica a lei dedicata ben prima del ‘600. L’uso della lingua volgare, i versi in rima, la versione stampata, ma anche i contenuti rendono questo documento di assoluto rilievo, tanto da poterlo definire un unicum nella tradizione letteraria della santa.
A scoprirlo è stata Sarah Tiboni, socia del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo – Onlus, che nel 2019 lo ha rinvenuto in una banca dati oggi dismessa. Da un’analisi comparativa con la “Vita” di Pietosi, si è potuto escludere che quest’ultimo fosse a conoscenza dell’opera quattrocentesca.




















