“Ritorno a Isidora”: Lo Spigolo torna sul grande schermo
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Il 5 settembre al Teatro San Leonardo di Viterbo la proiezione del film che rievoca un’avventura nata negli anni Settanta.

VITERBO – C’erano anni in cui tutto sembrava possibile. Anni tesi, drammatici, segnati dal piombo e dalle stragi, ma anche attraversati da un’irrefrenabile energia creativa. È in quel clima, a cavallo tra il rapimento Moro e la strage di Bologna, che a Viterbo un gruppo di ragazzi del liceo scientifico “Paolo Ruffini” decide di fare la propria rivoluzione culturale. Nasce così Lo Spigolo, collettivo giovanile sospeso tra provocazione dadaista e goliardia studentesca.

Schitarrate e pantomime in piazza (con tanto di fermi di polizia), assemblee d’istituto trasformate in concerti, ciclostilati incendiari che facevano infuriare il preside: il laboratorio dello Spigolo fu un vulcano di invenzioni. Cinque di loro arrivarono persino a pubblicare un libro di poesie venduto porta a porta, con il piglio di un’azione militante. Poi, come spesso accade, la vita portò ciascuno verso altre strade, ai quattro angoli del Paese e del mondo.

Ma la storia non è finita lì. Nel 2021, i “ragazzi” di un tempo si ritrovano. E ricominciano: nuove pubblicazioni, canzoni, due volumi antologici corredati da CD e QR code con registrazioni d’epoca, e persino una serie di cortometraggi ispirati al mitico Jimmy Lo Porco 5, leggendario “corrispondente da Londra” per Lo Spigolo. Da quel filone nasce anche un racconto, “Ritorno a Isidora”, presentato proprio al Ruffini come dono agli studenti di oggi.

Ora quel racconto diventa cinema. “Ritorno a Isidora – Il Film”, per la regia di Enrico Antognini, sarà proiettato il 5 settembre 2025 alle ore 18.30 al Teatro San Leonardo. L’ingresso è libero. Sullo schermo rivedremo i volti e le voci di chi quell’avventura la visse in prima persona: Dario Treducci, Massimo Giacci, Antonello Ricci, Silvio Ciapica, Guido Landucci, Olindo Cicchetti, con Federico Savelli e la partecipazione di Piermaria Cecchini.

Un viaggio ironico e struggente allo stesso tempo, dove il passato non è un album di foto ingiallite, ma materia viva che torna a interrogare il presente.
E la serata non finirà con la proiezione: per chi vorrà, ci sarà un aperitivo-cena presso il Bistrot del Teatro, su prenotazione.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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