
VITERBO – Abbiamo intervistato l’ artista viterbese Michele Telari, che dall’ 11 al 19 Marzo, mentre in Italia esplodeva l’emergenza Covid-19, si trovava negli Stati Uniti per lavoro. Abbiamo raccolto la sua esperienza, le sue impressioni e riflessioni. Buona lettura.
Buongiorno Michele, da Italiano che vive in un paese straniero come hai vissuto la notizia dell’ emergenza Coronavirus in Italia?
Sono stato a New York per lavoro con il mio Manager dall’11 al 19 di Marzo. Avevo degli appuntamenti urgenti con dei Galleristi per nuovi progetti artistici e la firma di un contratto. Ero in continuo contatto con i familiari ed amici che mi aggiornavano sulla situazione in Italia giorno per giorno. Sinceramente mi metteva pensiero pensare a quello che stava succedendo nel mio Paese, delle dinamiche che potevano presentarsi con il passare del tempo.
I media locali come hanno trattato la notizia dell’ epidemia nel nostro paese?
Si parlava del grande problema che stava affrontando l’Italia, di quello che stava facendo il Governo, dei contagiati e purtroppo dei molti deceduti. Anche sui giornali locali di New York, il caso Italia occupava sempre un posto in prima pagina.
I media locali, più in generale, come hanno trattato l’emergenza Coronavirus? Secondo il tuo parere gli hanno dato la giusta importanza oppure l’hanno sottovalutata?
Diciamo che, nel periodo in cui ci sono stato io, i media locali non prendevano la cosa troppo sul serio, anzi, secondo loro non era un grande problema. Si è fatta poca informazione, i Newyorkesi non immaginavano che gli sarebbe caduto questo macigno in testa. Nessuno indossava le mascherine, tranne gli orientali, si iniziava a trovare un po’ di gel igienizzante all’entrata dei negozi, ma tutto qui! Poi gli ultimi giorni i ristoranti facevano soltanto servizio di asporto cibo, chiusura di tutti i teatri di Broadway, Apple store e diverse attività, ma ognuno agiva di iniziativa propria, Non c’era una linea comune.
In questo contesto ci sono stati dei comportamenti nei confronti degli italiani che ti hanno fatto arrabbiare o, viceversa, che ti hanno fatto sentire orgoglioso?
Sinceramente no, ci hanno sempre trattato molto bene, nonostante sapessero che eravamo Italiani. Ci chiedevano notizie sul nostro Paese, sembravano preoccupati e solidali, comunque sempre molto gentili.
Le normative ed i controlli per il contenimento del virus sono severi oppure blandi? Quali misure sono state adottate? L’autocertificazione è una trovata tutta italiana oppure viene utilizzata anche da voi?
Diciamo che i controlli erano molto leggeri, la prevenzione in questo terribile problema è stata del tutto ignorata. Le mascherine, ci hanno confermato alcuni negozianti ,che non si trovavano ben prima dell’emergenza, le persone erano totalmente impreparate!
Qual è la prima cosa che farai non appena questa emergenza sarà terminata?
La prima cosa sarà sicuramente una bella passeggiata al mare con la mia compagna Giada.
Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Un messaggio ed un saluto per i lettori de La Fune
Il mio messaggio è ovviamente che presto ritorneremo a vivere la nostra vita come tanto desideriamo, è un fatto ovvio! Senza se e senza ma!
E sicuramente apprezzeremo meglio le piccole gioie della vita. Un brutto periodo come questo ti insegna tanto! Ovviamente un pensiero va a tutte le persone che per causa del Virus non ce l’hanno fatta!


















