Ritardi nella consegna dei vaccini, slitta l’avvio della campagna sulla popolazione della Tuscia
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VITERBO - L'assessore regionale alla sanità Alessio d'Amato: "I ritardi della Pfizer impongono di dare priorità ai richiami".

VITERBO – Ritardi da parte della Pfizer nella consegna dei vaccini. Anche la Tuscia, come il resto d’Italia, è in sofferenza.

Ieri è arrivato il 30% in meno delle dosi previste.

Le conseguenze sono  gravi perché la Regione, per non disperdere il lavoro fanno fino ad oggi sulla campagna vaccinale, ha indicato di dare priorità alle somministrazioni delle seconde dosi per completare la copertura vaccinale. Tale volontà è espressa nelle parole dell’assessore regionale alla sanità Alessio d’Amato: “I ritardi della Pfizer impongono di dare priorità ai richiami”.

Richiami che da lunedì sono incominciati pure tra Viterbo e provincia, e se non vengono fatti entro 21 giorni l’efficacia del siero non è garantita.

Questo potrebbe comportare uno slittamento dell’ avvio della campagna di vaccinazioni sulla popolazione della Tuscia. La Asl di Viterbo si vede costretta a far slittare a data da destinarsi l’apertura dei nuovi punti di vaccinazione. Tra loro la cittadella della salute a Viterbo, le case della salute di Bagnoregio e Soriano nel Cimino, il poliambulatorio di Bolsena e il presidio Sant’Anna di Ronciglione.

Una situazione grave generata dai ritardi di Pfizer che non ha rispettato gli accordi presi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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