“Ristoratore fiorentino si suicida. Stiamo andando incontro a una catastrofe sociale”
paolo bianchini
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VITERBO - Paolo Bianchini, presidente Mio Italia: "Il governo assiste passivo a questa strage".

VITERBO – Paolo Bianchini, presidente Mio Italia, dopo la notizia del ristoratore fiorentino morto suicida, attacca duramente il governo.

“La notizia del suicidio del ristoratore fiorentino, angosciato dalla difficile situazione economica, seguita al blocco dell’attività e dalle scarsissime prospettive di ripresa, conferma in modo drammatico quanto sosteniamo da tempo: stiamo andando incontro a una catastrofe sociale che colpirà, prima di tutti gli altri, gli operatori dell’ospitalità, della ristorazione e del turismo”.

Lo dichiara Paolo Bianchini, presidente Mio (Movimento imprese ospitalità) Italia, che aggiunge: “Lo scandalo vero è la perdurante assenza delle istituzioni, governo in primis, che assistono passive a quella che si prefigura già come una strage. Il problema è che dietro un’azienda che muore ci sono uomini, donne e famiglie. E ora cominciamo a contare i morti anche tra gli imprenditori.

Conte, Di Maio, Renzi, Gualtieri, Franceschini e Zingaretti vogliono continuare a fare da spettatori o si decideranno finalmente ad aiutare questo settore, sempre più alla disperazione? Si sbrighino, perché in autunno, insieme a chi si suicida, abbiamo paura che la situazione degeneri in episodi più gravi. Sarebbe un’ulteriore tragedia, che il paese non può permettersi”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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