Ristoranti in marcia dalla Toscana a Roma, l'incontro con il sindaco Arena

VITERBO - Il sindaco Giovanni Maria Arena ha incontrato, nella giornata di ieri, una delegazione di ristoratori toscani in cammino sulla via Francigena, partiti da Firenze alla volta di Roma. Destinazione Palazzo Chigi.
VITERBO – Il sindaco Giovanni Maria Arena ha incontrato, nella giornata di ieri, una delegazione di ristoratori toscani in cammino sulla via Francigena, partiti da Firenze alla volta di Roma. Destinazione Palazzo Chigi.
“Ieri ho incontrato alcuni ristoratori della Toscana che stanno attraversato la via Francigena – ha spiegato il sindaco -. Si fermeranno due giorni a Viterbo, per ammirarne le bellezze. Subito dopo raggiungeranno Roma, per incontrare il presidente del Consiglio Conte, al quale faranno presente i grandi disagi che la categoria sta vivendo in questi mesi di emergenza sanitaria ed economica”.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















