Rischio mancanza d'acqua nel Viterbese, Romoli: "Sindaci e cittadini siano attenti alla gestione delle risorse idriche"
Alessandro Romoli
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“Stiamo entrando nella stagione più critica – dichiara Romoli – ed è fondamentale evitare qualsiasi spreco".

VITERBO – Con l’arrivo dei primi caldi, si iniziano già a registrare effetti sulla regolare distribuzione dell’acqua potabile in alcuni territori. Per questo motivo, come ogni anno in questo periodo, il presidente della provincia e dell’EGATO Alessandro Romoli lancia un appello ai sindaci e ai cittadini della provincia affinché adottino comportamenti responsabili e attenti nella gestione delle risorse idriche.

“Stiamo entrando nella stagione più critica – dichiara Romoli – ed è fondamentale evitare qualsiasi spreco. Invito tutti a un uso corretto dell’acqua potabile, limitandone l’utilizzo alle sole necessità quotidiane ed evitando impieghi impropri come il lavaggio di auto, l’irrigazione di giardini o il riempimento di piscine”.

L’Egato ricorda che il sistema idrico provinciale risente fortemente delle condizioni climatiche e che i periodi di siccità possono compromettere l’approvvigionamento anche in zone solitamente non soggette a criticità.

“L’acqua è un bene comune e prezioso – conclude Romoli- . Serve l’impegno di tutti per preservarla e garantirne la disponibilità per l’intera comunità”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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