Risate e inganni con 'Aulularia' di Plauto. In scena al Teatro San Leonardo
Aulularia
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Questa sera, domenica 15 giugno 2025 alle 21:00, al Teatro San Leonardo di Viterbo va in scena Aulularia di Plauto, con la regia di Manuele Pica e un ricco cast. Tra equivoci, inganni e risate, l’antica commedia torna a emozionare con la sua ironia senza tempo.

VITERBO – Il fascino senza tempo del teatro classico torna a incantare Viterbo: questa sera, domenica 15 giugno 2025 alle ore 21:00, il Teatro San Leonardo ospita ‘Aulularia’, la celebre commedia di Plauto che, da oltre duemila anni, continua a divertire con la sua ironia tagliente e le sue irresistibili trovate. Lo spettacolo rientra nel programma di spettacoli a cura della Scuola di Teatro del San Leonardo.

Sotto la regia di Manuele Pica, la vicenda dell’avaro Euclione si anima sul palcoscenico: un uomo ossessionato da una pentola d’oro scoperta per caso e deciso a proteggerla da occhi e mani indiscrete. Intorno a lui si snoda un intreccio di inganni, furti, amori segreti ed equivoci travolgenti che trascinano il pubblico in una giostra di situazioni comiche. E se il finale originale è andato perduto nel tempo, lo spirito dell’opera rimane intatto: un messaggio di speranza e unione che ancora oggi sa emozionare.

Protagonisti della serata sono Flavio Batini, Enrico Braccioli, Georgia Cammillucci, Elena Capo, Annamaria Caprara, Armando Gabrielli, Carla Maria Clelia Gallo, Paola La Vella, Lorenzo Magistri, Marco Marucci, Laura Mencarini, Elisa Pizzichini, Alessandro Placidi, Bruna Modica Ragusa e Sabrina Rufoloni, un cast affiatato che porta in scena personaggi vivi e credibili, capaci di catturare e coinvolgere.

A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera, le scenografie e i costumi firmati da Giovanni Proietti, che trasportano lo spettatore nella Roma antica con gusto e originalità, mentre la scenotecnica, curata da Luca Mancinelli, contribuisce a rendere dinamica e sorprendente ogni scena.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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