Riqualificazione della centrale Enel di Montalto, un futuro innovativo e non inquinante votato in consiglio
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Domani, 30 novembre, il consiglio comunale di Montalto voterà la presa d'atto del protocollo d'intesa con Enel Produzione, riguardante la riqualificazione dell'impianto.

Centrale Enel di Montalto, svolta storica per il futuro del sito industriale di Pian De Gangani. Doveva essere una centrale nucleare, poi gli italiani con il referendum ne hanno virato i destini.

Per lunghi anni ha prodotto energia ma nel domani sarà altro. Domani, 30 novembre, il consiglio comunale di Montalto voterà la presa d’atto del protocollo d’intesa con Enel Produzione, riguardante la riqualificazione dell’impianto.

L’importante seduta consiliare vedrà al centro dell’attenzione l’iniziativa di Enel, volta ad individuare e quindi selezionare le migliori proposte progettuali per la valorizzazione del sito, avviata il 24 maggio scorso.

Il Comune di Montalto di Castro avrà un ruolo rilevante e primario nella verifica dei progetti, soprattutto in quanto portatore delle esigenze del proprio territorio e di quello circostante il sito da riqualificare. In tale contesto le parti hanno individuato alcuni possibili ambiti di maggiore interesse per lo sviluppo delle idee progettuali.

In particolare sono stati individuati quello agroalimentare, turistico-ricettivo, culturale, industriale innovativo (start up, incubatori di nuove imprese, ricerca e sviluppo, logistico, sportivo), mentre sono da ritenersi come non ininsediabili e non compatibili gli ambiti legati ad attività di gestione, trattamento e smaltimento rifiuti (anche sperimentali), o impianti per la produzione di energia elettrica di qualsiasi tipo.

“Vogliamo – spiega il sindaco Sergio Caci – che per la prima volta le scelte di indirizzo di quell’area non siano legate solo a motivazioni di carattere economico, ma diano voce anche alle esigenze della Collettività. E’ arrivato il momento di non creare più cattedrali nel deserto, ma vere opportunità di sviluppo”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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