Riprogettare Viterbo, la necessità di realizzare piste ciclabili
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VITERBO - Il capoluogo della Tuscia infatti trova una delle sue principali vergogne nell'assenza di piste ciclabili e nella tabula rasa delle idee per imminenti e future realizzazioni

VITERBO – In arrivo tanta bici ma mancano le ciclabili. Anche la città dei papi tra quelle i cui cittadini potranno usufruire del bonus, deciso dal governo, di 500 euro per l’acquisto di nuove biciclette: tradizionali o a pedalata assistita. 

La misura è infatti prevista per tutte le realtà cittadine sopra i 50mila abitanti. Ma i viterbesi sono chiamati a farsi qualche domanda in più dei residenti in altre città. La prima, scontata, suona così: dove ci vado?

Il capoluogo della Tuscia infatti trova una delle sue principali vergogne nell’assenza di piste ciclabili e nella tabula rasa delle idee per imminenti e future realizzazioni. La viabilità in bici non è proprio contemplata. E quando hanno provato a farlo non si sa cosa è venuto fuori: guardare quella lingua di marciapiede rosso che corre su strada Bagni per comprendere meglio come sono messi i viterbesi.

I cambiamenti innescati dal Covid-19 metto il tema delle ciclabili e degli spostamenti in bici al centro della riprogettazione della città. E la politica locale, scarsissima su questo fronte nei decenni, non ha più neanche l’alibi di dire: “Viterbo non è Ravenna, non è città per biciclette”. La scusante più gettonata infatti è stata messa ormai fuori gioco da anni con l’arrivo sul mercato di bike a pedalata assistita, che di fatto rendono luogo da bicicletta anche l’Himalaya. 

Il problema ora è lo sviluppo urbanistico a cui si è dato fondo. Anacronistico, senza sguardo al futuro, palazzinaro. Realizzare ciclabili è la sfida da rendere possibile, soprattutto oggi in cui tutti – anche chi amministra le città – è chiamato a risolvere le questioni poste dalla nuova normalità post Covid-19.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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