“Riprendiamoci le chiavi di casa, barrichiamoci a difesa delle nostre famiglie, questi rubano”
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La manifestazione pacifica contro gli immigrati si è svolta oggi pomeriggio con un centinaio di presenti che hanno manifestato la propria rabbia di fronte all’ipotesi di arrivo di qualche decina di richiedenti asilo nel paese.

“No agli immigrati, riprendiamoci le chiavi di casa, questi rubano, barrichiamoci a difesa delle nostre famiglie, nessun migrante è il numero giusto”. La manifestazione pacifica contro gli immigrati si è svolta oggi pomeriggio con un centinaio di presenti che hanno manifestato la propria rabbia di fronte all’ipotesi di arrivo di qualche decina di richiedenti asilo nel paese.

Presenti alla manifestazione i consiglieri comunali di Fondazione, Viterbo2020, Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma anche esponenti di Unione della Tuscia, Casa Pound e Viterbo Civica. Tra tricolori sventolanti l’intervento di uno degli organizzatori, che ha espresso parole meno dure di quelle di molti presenti che sono per la chiusura totale.

E se alcuni dei partecipanti, molti da Viterbo, sono moderati e puntano il dito contro l’accoglienza fatta male e contro le condizioni con cui vengono accolti i migranti, alcuni dei partecipanti hanno gridato la loro rabbia e hanno espresso parole di totale chiusura: “No agli immigrati”, e poi “pure cinque – riporta Tusciaweb – sono troppi”, per altri però il “numero giusto è niente”. 

 

Foto NewTuscia.it

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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