Ripartire dai borghi: radici, reti e rinascita
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Ripartire dai borghi significa investire in un’Italia più umana, sostenibile e resiliente: piccoli centri dove la qualità della vita è alta, le comunità sono vive, e l’innovazione può convivere con l’identità.

Il “ritorno ai borghi” non è un mero vezzo nostalgico, ma una risposta concreta a una domanda crescente: autenticità, sostenibilità, qualità della vita. Nel 2025, oltre il 60% dei viaggiatori internazionali cerca destinazioni meno turistificate, alla scoperta di esperienze genuine e fuori dai circuiti convenzionali. Il turismo nei piccoli centri non è più una moda effimera: ha superato quota 12 milioni di visitatori già nel 2021 .

Per dare nuova vita ai borghi, sono state messe in campo alcune risorse, tra cui: PNRR – Borghi Linea A: quasi 3 milioni di euro, con contributi a fondo perduto fino a 75.000 € (90–100% delle spese) per progetti eco-sostenibili e culturali; “Attrattività dei Borghi” del Ministero della Cultura: 420 milioni di euro per progetti-pilota in ogni regione, dedicati alla rigenerazione sociale, culturale e digitale e bandi specifici per destagionalizzare e sviluppare accoglienza esperienziale.

Lontano dall’overtourism delle grandi città, i borghi puntano su un turismo lento e responsabile: treni storici, bike e trekking sono strumenti per scoprire territori autentici e a basso impatto ambientale.  La piattaforma Ruralis, per esempio, aiuta residenti e titolari di case rurali a offrire soggiorni autentici, sostenendo economie locali e favorendo il lavoro digitale: il mercato degli affitti rurali ha già superato 5 miliardi nel 2024.

Le opportunità della Tuscia 

Nel territorio di Viterbo, molte realtà colgono il momento:

Ecomuseo della Tuscia a Grotte Santo Stefano diffonde la conoscenza sul patrimonio locale;

Sutri, già tra i “Borghi più belli d’Italia”, vanta un patrimonio archeologico, festival barocchi e mercato medievale;

-Civita di Bagnoregio, è un esempio di successo turistico e conservazione culturale.

Solo per citare alcune località.

Ma quali sono, quindi, i passi da seguire per la “rinascita”?

Occorrono investimenti mirati per potenziare l’infrastruttura digitale, i servizi sanitari, l’istruzione e i trasporti, elementi essenziali per garantire qualità della vita e attrattività dei territori. Parallelamente, è indispensabile una semplificazione normativa e una burocrazia più agile, così da favorire i restauri e incentivare nuove iniziative imprenditoriali.

Fondamentale è anche la formazione digitale, da affiancare a politiche di sostegno all’impresa locale, con particolare attenzione all’artigianato, all’agricoltura e al settore dell’ospitalità. Infine, le tecnologie smart, dalla realtà aumentata ai QR code per la narrazione dei luoghi, fino ad app che guidano tra percorsi e offerte culturali, devono diventare strumenti centrali per valorizzare il territorio in chiave innovativa e accessibile.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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