
ROMA – La fase due per il Lazio si preannuncia più veloce di altre regioni d’Italia. Questa la convinzione e la prospettiva che la Regione sta coltivando in queste ore.
Teste basse sulla ripartenza e sguardo al 3 maggio, perché dopo quella data si vuole veramente tornare ad aprire. Con responsabilità, mettendo sempre al primo posto la sicurezza. L’assillo è trovare la via per rimettere in moto un sistema economico ingolfato e la voglia è quella di mettere in campo un percorso di aperture il più ampio possibile.
Il clima è bene raccontato dal Corriere della Sera che riporta una serie di dichiarazioni del professore Leonardo Becchetti. Si tratta di un ordinario di Economia Politica a Tor Vergata ma, in questo momento, è uno dei consiglieri di Zingaretti per la ripartenza.
“Mi pare evidente che ogni Regione abbia una storia a sé, quindi i programmi di ripartenza non possono essere uguali. Nel Lazio e in Lombardia l’epidemia ha avuto un effetto totalmente diverso, basta osservare i dati del contagio. Per cui non ha senso che le ripartenze siano uguali, credo che per il Lazio sia logico pensare a una riapertura più veloce”.
“Nel Lazio c’è sicuramente una situazione migliore rispetto al Nord dal punto di vista del Covid-19, e non è un caso: abbiamo studi che ci dicono quanto pesi la componente inquinamento sul contagio” sottolinea Becchetti, che è anche consigliere economico del ministero dell’Ambiente. “Significa che la ripartenza non deve essere a qualunque costo, ma deve mettere assieme crescita economica, salute, ambiente e ricchezza di tempo che abbiamo scoperto con lo smart working. Il tema è che, per evitare di andare a sbattere, bisogna dare priorità alle attività che creano valore sostenibile. Penso al green new deal, all’industria 4.0, alle imprese che modificano i processi migliorando l’impatto energetico. Se ci sono le condizioni, è il caso che le aziende ripartano. Io penso a una formula a scacchiera”.


















