Ripartenza, dalla Regione Lazio un milione e mezzo di euro per i comuni lacuali
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ROMA - Il contributo è indirizzato al sostegno dei maggiori oneri dovuti alla dotazione e all’adeguamento delle strutture temporanee ricettive, alla gestione dei flussi di turisti e all’assistenza degli stessi, ottemperando alle norme relative all’emergenza sanitaria da Coronavirus.

ROMA – La Regione Lazio ha stanziato 1,5 milioni di euro da destinare ai comuni lacuali per ampliare l’offerta delle strutture turistiche idonee alla balneazione e per incrementare le potenzialità ricettive delle spiagge.

Il contributo è indirizzato al sostegno dei maggiori oneri dovuti alla dotazione e all’adeguamento delle strutture temporanee ricettive, alla gestione dei flussi di turisti e all’assistenza degli stessi, ottemperando alle norme relative all’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Il contributo sarà erogato al 30% in base alla popolazione residente nel comune e il 70% in proporzione all’estensione lineare complessiva degli arenili destinati alla balneazione nell’anno 2019.

“Aiutare il settore turistico a ripartire in sicurezza è fondamentale per la ripresa delle attività economiche dalla nostra regione. Dopo aver stanziato 6 milioni per i comuni del litorale per adeguare stabilimenti e spiagge libere alle nuove disposizioni sanitarie, aiutiamo anche i comuni lacuali, una meravigliosa risorsa del nostro territorio ed è necessario sostenere il loro tessuto economico”, ha dichiarato Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“Lo stanziamento in favore dei comuni lacuali per l’adeguamento delle strutture ricettive alle norme di prevenzione e contenimento, è necessario alla ripartenza di tutto il nostro territorio”, ha aggiunto Mauro Alessandri, assessore regionale alla Mobilita e ai Lavori Pubblici.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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