Ripartenza, Allegrini: "Il Comune punta a mettere a disposizione delle attività piazze e strade"
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VITERBO - L'assessore al centro storico Laura Allegrini ha rilasciato delle dichiarazioni in merito e indicato una strada maestra fatta di maggiore suolo pubblico messo a disposizione, riduzione delle tasse comunali e altre azioni d'incentivo.

VITERBO – Un piano per sorreggere la ripartenza. A questo stanno lavorando a Palazzo dei Priori. L’assessore al centro storico Laura Allegrini ha rilasciato delle dichiarazioni in merito e indicato una strada maestra fatta di maggiore suolo pubblico messo a disposizione, riduzione delle tasse comunali e altre azioni d’incentivo.

“È arrivato il momento di ripartire. È il momento più difficile, quello che richiede la maggiore cautela. Perché, tutto sommato, è facile non contagiarsi senza frequentarsi, diventa molto più difficile evitare il contagio lavorando e riducendo la distanza sociale – così l’assessore Allegrini -.

Nel centro storico andranno individuate delle formule di ripartenza per le attività commerciali e di ospitalità. Va detto che le caratteristiche di ciascuna attività sono molto specifiche ed è giusto quindi che, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie, ognuno individui la formula di ripartenza o di riconversione dell’attività.

Non sono paragonabili attività con molti dipendenti, rispetto a quelle a conduzione familiare. I ristoranti e i bar hanno locali e servizi con caratteristiche diverse. Lo stesso i b&b. Non si può imporre una formula.

Il comune deve garantire a tutti, senza aggravio, di poter aprire e ampliare gli spazi all’esterno, mettendo a disposizione piazze e strade. Così da non perdere posti e coperti, rispettando il distanziamento. Il traffico e le chiusure andranno ovviamente rimodulate su queste nuove esigenze.

Anche la gratuità dei parcheggi può rientrare in questo piano. Non ce ne vorranno i residenti del centro che pazienteranno e aiuteranno il settore in crisi. Ci vorrà anche, a mio parere, la più grande elasticità su turni e orari. Abbiamo già chiesto alla soprintendenza deroghe fino a cessata emergenza per le istallazioni. Tutto dovrà essere veloce e sburocratizzato.

Credo che per i locali di somministrazione a sedere si possa trovare a livello nazionale una formula, come l’autocertificazione o lo stato di famiglia, che consenta di evitare il distanziamento per i conviventi. Sarebbe inutilmente dissuasivo.

Il comune sta lavorando al bilancio e all’individuazione degli sgravi (Tosap, Tari, insegne). Ma la misura più forte deve arrivare dal governo: fondamentali saranno la cassa integrazione e gli indennizzi a fondo perduto per le inevitabili e devastanti perdite.

Per l’abbigliamento, per esempio, come non pensare all’invenduto per il salto di una o due stagioni? Ma la valorizzazione del centro storico è legata anche alla sorte degli immobili e a quella delle proprietà. Perché il proprietario dell’immobile al quale non viene pagato l’affitto, dovrà pagare lo stesso l’Imu. Che è alta per i valori catastali ormai superiori a quelli di mercato e onerosa quando scarseggia liquidità. Mi risulta che diversi proprietari abbiano ritrattato e ridotto i canoni, ma in caso di morosità delle attività commerciali, lo stato dovrebbe prevedere un accollo di mesi o qualche anno. Fondamentale per il centro sarà la ripartenza delle attività culturali e turistiche da vivere con modalità assolutamente diverse. Useremo e chiederemo prudenza. Dovremo essere inflessibili con chi non rispetta le regole. Ma siamo fiduciosi: torneremo, seppur lentamente, alla vita e alla nostra quotidianità”.

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