Riparte il termalismo, dal 29 maggio consentite le attività delle strutture termali
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ROMA - Via libera dalla Regione Lazio anche alla riapertura dei centri termali. Una decisione attesa da tempo e che si è materializzata, in queste ore, con la firma del presidente Nicola Zingaretti su una nuova ordinanza che sblocca una serie di attività sul territorio regionale.

ROMA – Via libera dalla Regione Lazio anche alla riapertura dei centri termali. Una decisione attesa da tempo e che si è materializzata, in queste ore, con la firma del presidente Nicola Zingaretti su una nuova ordinanza che sblocca una serie di attività sul territorio regionale.

Il settore del termalismo torna ad aprire da questo venerdì 29 maggio. Apertura possibile anche dei centri per il benessere fisico. 

Dal 3 giugno ripartiranno anche tutte le attività di formazione professionale e dei centri ricreativi e culturali.

A decorrere dal 15 giugno 2020 saranno inoltre consentite le attività dei centri estivi per minori e dei centri anziani.

“L’ordinanza firmata dal presidente Zingaretti consente la ripresa di molte attività che erano ancora ferme (dalle strutture termali ai circoli ricreativi) e rende pubbliche le linee guida di molte strutture che riapriranno nei prossimi giorni, come i campeggi, i noleggiatori di auto e altre attrezzature, i parchi tematici e di divertimento e i centri benessere, solo per fare alcuni esempi.

Facciamo quindi un altro importante passo avanti verso una piena ripartenza delle attività nel nostro territorio. Una ripartenza che deve però essere sempre accompagnata dalla cautela e dall’attenzione massima che ha contraddistinto i comportamenti in tutti questi mesi. Continuiamo a seguire i principi di prudenza e responsabilità individuale indispensabili per proteggere la salute di tutti e le cose potranno solo andare bene”. Così l’assessore della Regione Lazio allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione della Regione Lazio, Paolo Orneli.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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